Presso l’Aula Magna del Collegio dei Nobili è stata presentata la traduzione in italiano della monografia scientifica del giurista Dejan Valentinčič intitolata “La tutela delle minoranze in Slovenia in prospettiva comparata: un’analisi dei pro e contro del principio di autoctonia”. L’edizione in italiano, rispetto a quella slovena pubblicata nel 2024, è stata rivista e arricchita di ulteriori contenuti.
L’evento è stato organizzato dalla CAN Costiera e la presentazione è stata moderata dal segretario dell’organismo, Andrea Bartole.
La presentazione è stata incentrata su aspetti globali, come la questione del riconoscimento delle minoranze linguistiche ed etniche dopo la Seconda guerra mondiale o il paragone con altre forme di tutela e salvaguardia di minoranza in Europa e nel mondo. Non poteva, ovviamente, mancare lo spazio dedicato al caso specifico della Slovenia e alle sue comunità nazionali: il concetto di autoctonia, i diritti e la tutela delle comunità nazionali italiana e ungherese, ma anche la richiesta di altri gruppi nazionali – come quelli dei paesi dell’ex Jugoslavia – di vedere ampliati i propri diritti.
A detta del professor Valentinčič, esperto di diritti delle minoranze, la Slovenia è tra i paesi che maggiormente tutelano le proprie comunità nazionali, in primis quelle italiana e ungherese, con noveri di diritti quali il veto riconosciuto ai deputati delle comunità nazionali ma anche il doppio diritto di voto. A ogni modo, Valentinčič ha sottolineato che anche in questo contesto esistono margini di miglioramento e le minoranze non devono mai accontentarsi appieno dei risultati ottenuti, ma puntare sempre più in alto.
Presenti numerose autorità: il presidente della CAN Costiera Alberto Scheriani, il deputato CNI alla Camera di Stato Felice Ziza, la Console Generale d’Italia a Capodistria Simona Ciuffoni, l’Ufficio per le Nazionalità, rappresentato dal direttore f.f. Gregor Perič e di Stane Baluh, nonché il Consigliere regionale del Friuli-Venezia Giulia Marko Pisani.